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Pubblicazioni di Alfonso Di Nicola

Premessa: queste pubblicazioni non hanno in alcun modo scopo di lucro da parte dell'autore. Tutto ciò che si riesce a ricavare con la divulgazione di queste pubblicazioni va a beneficio dei detenuti, ex detenuti e delle loro famiglie, seguite con il Progetto Sempre Persona.

 

Ero-carcerato


Ero carcerato...

Presentazione a cura di:

Maria Voce
presidente del
Movimento dei Focolari

 


"Ero carcerato...", è questo di certo
un libro che si legge d'un fiato.
Scorrendo queste pagine, si entra in un mondo sommerso, partecipando alle storie dei protagonisti che aprono scenari di emarginazione e dolori nascosti, piaghe delle nostre società, e insieme si scoprono i frutti che l'amore incredibilmente produce.
"Lo stesso vuoto d'amore che ha prodotto dei danni può essere colmato soltanto da un amore gratuito", si legge nel tragitto di un'esperienza.
Si rilevano l'importanza di una cultura della fiducia e dell'accoglienza, così come il necessario contributo di ciascune perchè essa si diffonda nel tessuto sociale.
Le parole del Vangelo messe in pratica diventano luce e rigenerano: scatta l'altruismo anche in chi era stato scartato. Le promesse di Gesù si avverano, creando comunità. Nasce così anche il Progetto Sempre Persona. Ho avuto l'occasione di conoscere personalmente alcuni di coloro che si impegnano in prima linea in questa esperienza e di constatarne con gioia i frutti.

Lo stile semplice e confidenziale del racconto, intrecciato a ricordi di famiglia e corredato da ampie tappe biografiche dell'autore, risuona come un discorso tra amici e incoraggia a collaborare.


                                               Maria Voce
 


Retro Copertina

Ero carcerato… è un libro che si pone l’obiettivo di prendere il largo, per approdare alla riva di tutti coloro che sperano in un mondo più bello.

Questo libro vuole essere, prima di tutto, una denuncia di tante situazioni familiari disastrose e una implorazione a tutte queste famiglie di dare maggiore attenzione ai propri figli.

Vuole anche essere l’offerta di un progetto di aiuto ai detenuti e alle loro famiglie, intitolato “Progetto Sempre Persona”, attuato dai volontari sia all'interno del carcere che presso le loro famiglie, contenente numeroseesperienze positive di detenuti ed ex detenuti spesso recuperati alla società; mette dunque in evidenza anche quella che è la radice che alimenta e muove questo progetto, cioè l'esigenza di dare una risposta immediata alla frase del Vangelo “Ero in carcere e siete venuti a trovarmi” (Mt 25,36).

Il libro, inoltre, offre nella seconda parte un’esperienza familiare positiva come modello per ottenere una robusta e sana famiglia che resiste alle forti intemperie della vita, il cui segreto sta nelle radici poste alla base.


Carcere-e-dintorni

Carcere e dintorni

Introduzione a cura di:

Alberto Lo Presti
Direttore di Nuova Umanità,
rivista trimestrale di cultura e del Centro Igino Giordani; 
Professore di Teoria politica all'Istituto Universitario Sophia

 

La storia non la fanno i potenti. A muovere gruppi, comunità e popoli, verso il loro destino, non sono solo i capi di Stato, i sovrani, le classi dirigenti, i grandi magnati della finanza e dell'economia. Costoro rappresentano, tutt' al più, la parte più visibile dei cambiamenti sociali. Ma la storia, come sappiamo, è un'altra cosa. Si compone della fitta trama di relazioni fra individui, i quali probabilmente non appariranno mai sui manuali scolastici, quantunque vadano annoverati fra i veri protagonisti del divenire della società. Difatti, è a questo minuscolo livello che prende forma il destino di una civiltà. Dunque, è nella virtù dell'esistenza giornaliera, nella miriade di piccoli atti di solidarietà, di accoglienza, di comprensione, che si stabilisce il bene di una comunità. A volte tutto ciò non emerge, altre volte sì: questo libro ne è una prova. In esso compaiono due personaggi principali. Il primo è l'iniziativa condotta da Alfonso Di Nicola, il Progetto <<Sempre Persona>>, per la diffusione della solidarietà fra i detenuti di alcune carceri italiane e delle loro famiglie. Il secondo è l'ispirazione cheanima tutto ciò. E' un'ispirazione moderna, proiettata verso l'avvenire: l'unità. In tale cornice spirituale e culturale prende forma il mosaico di esperienze e di riflessioni di cui si compone questo volume.
Sullo sfondo degli episodi e delle narrazioni compiute dall'autore, si stagliano alcuni temi preziosi. Spesso si dice che la nostra cultura è povera di punti di riferimento stabili, di conseguenza a volte è difficile trovare un senso alla propria esistenza e una diffusa infelicità sembra attanagliare tanti giovani, demoralizzati e sviliti da una civiltà decdente. In questo volume Alfonso indica una strada da percorrere per rimediare a tale sofferenza. La sua è una vita pienamente realizzata. Affiora nelle sue pagine la felicità, la pienezza con cui conduce le sue giornate, muovendosi da un carcere a un quartiere degradato della Capitale, passando di colloquio in colloquio, ritrovandosi con Dio ogni volta che può. Un altro tema è il contagio della carità. L'iniziativa <<Sempre Persona>> è più contagiosa dell'influenza. Il virus è l'amore reciproco, che parte da Alfonso e i suoi collaboratori e si propaga attraverso le parrocchie, tanti uomini e tante donne di buona volontà, l'amministrazione penitenziaria, ex detenuti, ecc. E' un bene, assolutamente. Eppure, non tutte hanno la stessa fortuna. Di più, qualcuna è oggetto di critiche, giacché si contesta lorolo scollamento fra i valori d'ispirazione e l'azione condotta. Ebbene, il fattore decisivo è la "credibilità". Alfonso e il suo gruppo sono credibili, perché già vivono ciò che promettono, già esprimono -fra loro- quella accoglienza che sperano di suscitare con la generosità di chi crede nel loro progetto. Questo libro, allora, oltre ad essere una gran bella lettura, rinfrancante e positiva, assolve anche a quest'ulteriore requisito: contribuisce a rendere credibile il Progetto <<Sempre Persona>>, perchè descrive la vita dietro le quinte che i suoi protagonisti conducono. Dunque il lettore che ne scorrerà le pagine si connetterà, idealmente, a un'operazione ambiziosa e credibile volta alla restituzione della dignità dei nostri fratelli passati per il carcere e dintorni.

                                      Alberto Lo Presti
 


Presentazione a cura di:

Anna Del Villano 
dirigente penitenziario in servizio presso la
C.C. Rebibbia N.C. - Roma

 

Il carcere, come è stato giustamente scritto nel sottotitolo del libro, èun mondo complesso in cui, al di là delle difficoltà di cui spesso si sente parlare (sovraffollamento, carenza di risorse, di spazi adeguati o di opportunità), vivono persone che non raramente portano con sé problematiche irrisolte che sono state la causa dei comportamenti devianti. Inoltre le relazioni personali e familiari diventano in carcere di più difficile gestione: basti pensare al fatto che la detenzione può causare la perdita del lavoro o può mettere in crisi i rapporti affettivi e familiari. Tra l'altro non va dimenticato che, secondo una stima effettuata negli ultimi anni, dovrebbero essere  circa 50.000 in Italia i minori con un genitore in carcere: una realtà su cui l'intera società dovrebbe operare una riflessione.
Di fronte a tutte queste situazioni, specie quelle relative agli aspetti più strettamente personali e familiari, noi operatori non abbiamo molti strumenti per intervenire, se non attivando i servizi esterni (l'Uepe e i servizi territoriali) e cercando di  costruire un dialogo con questi.
L'iniziativa che porta avanti Alfonso insieme ai volontari del Progetto "Sempre Persona" è quindi di fondamentale importanza perchè consente di intervenire su situazioni che non sempre riescono ad essere prese in carico dalle istituzioni e che necessitano sopratutto di vicinanza umana e di solidarietà. Inoltre ha il pregio di far riflettere sulle problematiche delle famiglie dei detenuti  e  sulla delicata fase del rientro in famiglia e nella società.
Un altro aspetto molto delicato riguarda infatti proprio il momento della dismissione: una volta terminata la condanna, specie se non c'è stato un processo di accompagnamento attraverso una misura alternativa, la persona si trova fuori dal carcere spesso senza adeguati strumenti per riprendere in mano la propria vita; anche qui è fondamentale poter contare sull'aiuto e sul sostegno, anche solo morale, da parte di altri.
Gli episodi raccontati da Alfonso sono di grande conforto per noi operatori, che spesso non vediamo i frutti del nostro lavoro; mi rincuora leggere di tanti che stanno riuscendo ad andare avanti nella legalità e mi incoraggia a continuare a svolgere con passione il mio lavoro, pur nelle difficoltà che non mancano, ma con la convinzione che il nostro rappresenta un importante servizio per la società.


                                     Anna Del Villano 



Retro Copertina

“Corre voce che a Rebibbia…”. Sì, proprio Rebibbia, il carcere di Roma, non è solo un luogo di isolamento, di separazione, spesso di rabbia; è anche un luogo di incontro dove la speranza apre nuovi scenari e si può… ricominciare. Come in ogni altra parte del mondo.

Questo “piccolo” libro raccoglie alcuni anni di esperienze vissute con i detenuti e le loro famiglie sparse nei vari quartieri romani. Grandi emozioni, sentimenti, decisioni… soprattutto grandi verità sulla vita, come l’amicizia, il perdono, la solidarietà, la gioia di amare, a voltre per la prima volta, ma poi per sempre! Questa è la vita.

 

La-vita-e-oggi

La vita è "oggi"

Introduzione a cura di:

Jesùs Moràn
vicepresidente del
Movimento dei Focolari

 

Sono felice di poter scrivere l'Introduzione a questo libro. Forse sarebbe più corretto chiamarlo un diario, ma un diario non solo scritto da Alfonso Di Nicola ma da tanti suoi amici.
Nel cadenzare di ogni giornata, ci ritroviamo a vivere gli avvenimenti trascorsi in quel giorno, ma non come una semplice collezione di accaduto, ma con quella luce che il Vangelo fatto vita rivela attraverso il ritmo del tempo.
Il libro di Alfonso ci introduce nel reale della nostra giornata quando mettiamo da parte le "grandi" cose che dobbiamo fare e ci lasciamo interpellare su come ci rapportiamo nella vita spicciola di tutti i giorni. E questo, quasi ce ne fossimo dimenticati, ci accomuna ad ogni persona che ci passa accanto, non importa da quale parte del muro viviamo... Troviamo allora che Alfonso è un pò noi stessi, e i suoi amici, che vivano in carcere o meno, sono realmente uguali a noi, con le stesse speranze e gli stessi rimpianti.
Dio si incarna nel quotidiano, non disdegna di farsi sentire e risuscitare nella banalità, nell'ingiustizia, nell'orrore del delitto. Ma occorre il coraggio di fermarsi un attimo e, come dice Alfonso, cercare di far felice l'altro.
Il libro è una raccolta di tanti piccoli episodi di vita vissuta come i fioretti classici (fatti apparentemente semplici ma straordinari vissuti da Santi) che ovviamente hanno la potenza di trasformare la vita. Un rapporto schietto, filiale di Alfonso con Dio. Dal suo impegno a tradurre in vita il Vangelo, Alfonso disarma e conquista, non per le belle parole usate ma per l'autenticità della propria vita. Emerge un'armonia dentro di sé, nei rapporti con le più svariate persone e con il creato. Mi sono ritrovato a leggere queste pagine con il desiderio crescente di assaporare uno dopo l'altro imomenti di vita vissuta di Alfonso e dei suoi amici. Ritrovavo in me la verità di quelle parole, di quello stile di vita che dà pienezza, gioia e dolcezza!
Un vecchio e saggio detto cinese ricorda che una teoria può sempre essere ribattuta da un'altra teoria, ma che la vita è ed è inconfutabile.
Non voglio fare elogi ad Alfonso, non ne ha bisogno e non cambierebbe nulla, ma è senz'altro rinfrescante trovarsi nella limpidezza della sua lotta quotidiana per donare gioia a coloro che gli passano accanto. Non teorie, non messaggi da sapiente, ma squarci di vita vissuta, nella semplicità e disarmante verità degli aneliti di felicità insiti in ciascuno di noi.
Mi auguro che questi momenti di vita possano addolcire la vita dei lettori come me.
Ed ora, sul treno dove mi trovo a scrivere, voglio seguire anch'io l'esempio di Alfonso e cercare un modo di dare un pizzico di gioia a quelli che viaggiano con me.
E la speranza rinasce in un mondo più vicino al desiderio di un Dio che vuole viaggiare con noi. Grazie Alfonso.

                                            Jesùs Moràn 
 


Presentazione a cura di:

Giacomo Campiotti
regista per RAI UNO, autore di Braccialetti Rossi
e di molti film spirituali

 

Caro lettore, quello che hai in mano è un libro molto speciale.
E' il viaggio di un'anima semplice e umile nel mondo dell'amore concreto, dove la parola "semplice" non è un concetto riduttivo e sminuente, ma al contrario è quella virtù di cui Gesù parla nelle beatitudini; che vive in Alfonso insieme all'umiltà, il vero colore dell'amore generoso,  che non ha bisogno di dimostrare a se stesso e agli altri il proprio valore.
E non giudica, non pontifica, non parla... troppo concentrato nell'azione dell'amore concreto.

C'è un'immagine che mi è venuta leggendo questo libro. E' quella dell'ape, che incessantemente, giorno dopo giorno, fiore dopo fiore, crea il miele per tutto l'alveare.

Questo è per me il mio caro amico Alfonso: un'ape operaia di Dio.
Grazie Alfonso per esserci amico ed esempio.


                                 Giacomo Campiotti



Retro Copertina

Queste pagine raccolgono tanti “piccoli” episodi di vita quotidiana, che assomigliano molto ai calssici “fioretti”.

Sono la “narrazione” di un rapporto  schietto, filiale dell’autore, Alfonso, con Dio.

Il suo impegno a tradurre in vita il Vangelo disarma e conquista.

Le semplici parore che si offrono al lettore parlano di un’armonia interiore fche si espande nei rapporti con le più svariate persone e con il creato.

 

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